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lunedì 5 gennaio 2009

Il condominio delle cocche ha un nuovo inquilino...

Da qualche mese il condominio delle cocche ha un abitante in più. No... non un'altra cocca! Qualcuno ha deciso che era stufo di starsene solo soletto in una gabbia piccola... e ogni volta che lo facevo uscire, si rintanava nel condominio delle cocche...

Martino in posa

Così un bel giorno abbiamo fatto il trasloco ufficiale, e adesso Martino è un inquilino a tutti gli effetti del condominio.

La convivenza tra cocorite e agapornis (specie roseicollis) è vivamente sconsigliata. Non però se il pennuto aga in questione si chiama Martino! Lui è buonissimo, non litiga mai con nessuno, si fa i fatti suoi e attende pazientemente il suo turno alle mangiatoie lasciando prima mangiare gli altri.

Le cocche dal canto loro l'hanno accolto senza problemi. Inizialmente hanno tentato di socializzare con lui, specie Gennaro e Noemi, ma quando hanno capito che lui preferiva mantenere le debite distanze, hanno lasciato perdere.

Noemi

Li faccio uscire spesso, perchè sono i pappagalli meno distruttivi di casa. Le cocche non vanno molto a zonzo... si fermano nei paraggi della gabbia...

Lorenzo

Valentino

Gioele,Valntino e Gennaro

Martino invece spazia... sta sulla palestrina, o sonnecchia appollaiato sul recinto di Camilla o su una spalla umana...

Martino naso naso

Ma il suo posto preferito è il tetto della gabbia degli altri due rosei di casa... i vicini di condominio...

Martino e i vicini di casa

Questo però gli ha creato non poche ferite alle zampe. In un caso ha anche perso un'unghia che non è più ricresciuta, si può vedere in questa foto:

Martino sul recinto

Nel tempo ha imparato a farsi furbo e scappare prima di finire tra le fauci dei due fetenchioni, ma non sempre ci riesce! Ieri è rimasto ferito... nulla di grave, ma questa sua insana abitudine mi impedisce di lasciarli liberi quando non sono in casa o comunque quando non ho la possibilità di tenerli sotto controllo.

PS Ho avuto un assistente speciale durante la scrittura di questo post... Marino, che ha gironzolato tutto il tempo sulla tavola. Alla fine ha deciso di appisolarsi, e quale posto migliore che al calore del trasformatore del portatile?

Marino ronfa

lunedì 24 marzo 2008

Una allegra compagnia

Finalmente un pò di tranquillità e un pò di tempo per raccontare qualcosa sui miei piccoli amici.

Iniziamo dall'ultimo arrivato... quel mattacchione di Martino! Si è ambientato benissimo, va d'accordo con tutti, con noi umani, e con gli altri pennuti, anche se tende a non interagire moltissimo con loro.

Con me è sempre un amore, coccolone, tenero, giocherellone...

martino al bacio

Ma io non sono il suo unico interesse! Dopo essere uscito dalla gabbia, e avermi coccolata per un pò, mi abbandona... ha una irresistibile passione per Giada, e stranamente i due rosei gli consentono di sostare sul tetto della loro gabbia, a nessun altro è consentito, pena un dolorosissimo morso alle zampe!

Invece quando arriva lui, Giadina rimane affascinata... appollaiata sull'altalena lo osserva incuriosita mentre lui si prodiga in buffe danze di corteggiamento, complete di girotondi sul posto, ticchettii di becco, grattatine e rigurgitini! Yashal non sembra esserne troppo infastidito, anche se non mostra lo stesso interesse di Giada.

Vista la situazione, ho pensato di provare a liberarli assieme. I miei piccoli terroristi da sempre escono soli, questo dopo aver assistito a baruffe piuttosto violente tra Giada e Celeste, per non parlare degli agguati alla povera Dori. Ho comunque pensato che adesso i due piccini hanno tre anni e mezzo, non sono più delle teste calde, e che comunque Martino non è il tipo che rimane immobile a prenderle... appena si sente minacciato scappa e si mette in salvo. E comunque io sarei stata lì pronta ad intervenire.

Incredibilmente i tre rosei si sono subito trovati bene. Indubbiamente Yashal vede in Martino un rivale, ma i maschi agapornis non sono mai degli attacca brighe, e dunque si limita a qualche avvertimento, che Martino capisce al volo.

martino, giada e yashal

Temevo di non distinguere più Giada da Martino (sono entrambi rosei ancestrali, nella foto Giada è quella più a destra), ma questo non è stato assolutamente un problema. Martino ha colori molto intensi a differenza di Giada che è più sbiadita (forse perchè nata da papà aqua e mamma lutina), ma soprattutto hanno modi di muoversi e di interagire con me e con gli altri completamente diversi. Giada è serafica, tranquilla, raramente emette un richiamo, Martino è un fiume in piena, sempre in movimento e ogni tanto lancia i suoi terribili fischi!

Hanno tutti e tre una passione in comune... adorano starmi addosso!

ancora il buffo terzetto

Sulla testa, sulla spalla, appesi al pile... me li ritrovo tutti intenti a giocare con i miei capelli, i miei lobi, Giada si diverte ad entrarmi nella maglia! E su di me si svolge una buffa soap opera!

Martino corteggia Giada senza ritegno. Lei è presissima, lo osserva incuriosita e deliziata...



Yashal lascia fare per un pò, magari si fa un giretto a trovare i fischer. Poi all'improvviso ritorna e caccia Martino... Giada si lascia fare un pò di coccole dal suo fidanzato...

coccole

...ma poi lei vola da Martino, che riprende il corteggiamento da dove era stato interrotto...

giada e martino

Questa attrazione di Martino per Giada, curiosa perchè il piccolo si è sempre mostrato indifferente a tutti gli altri pennuti di casa, potrebbe spiegarsi solo ipotizzando che in passato abbia avuto a disposizione in gabbia uno specchio, e che dunque abbia sviluppato interesse per i rosei ancestrali come lui. In realtà dubito che potrebbe formare una coppia convenzionale e meno ancora che sarebbe in grado di riprodursi. Mentre corteggia Giada, tenta di strusciarsi sul mio braccio (lo si vede nel video) e non tenta alcun approccio fisico con lei. Non ha mai tentato di appoggiarle la zampa sulla schiena e anche i rigurgiti sono a vuoto... non ha mai avvicinato il suo becco a quello di lei.

Però apprezza la compagnia della dolce Giada e questo credo sia un bene per lui! Preferisco non tenere le loro gabbie vicine. Potrebbe accadere che Giada si innamori definitivamente di lui e Yashal rischierebbe di fare una brutta fine: le femmine rosei sono perfettamente in grado di uccidere il loro compagno, se attratte da un altro! Sono tendenzialmente aggressive, e anche se lei ha un rapporto bellissimo con il fratello/fidanzato, capita che il piccolo venga ferito... specie quando lei è innervosita dall'estro!

Con mia grande sorpresa i due terroristi non hanno mai provato a molestrare le cocorite... forse la vicinanza delle gabbie ha abituato i piccini alla loro presenza! Così posso tranquillamente liberarli insieme (anche se non li perdo mai d'occhio)... tutti quei pappi liberi sono un colpo d'occhio bellissimo, un vero arcobaleno di colori...

l'allegra compagnia

Martino in particolare sosta volentieri sulla loro gabbia, anche se non è interessato ad interagire con loro...

le cocche in compagnia di martino

E insieme hanno anche lanciato l'assalto ai semini...

ladri di semini

Il prossimo passa sarà capire se posso liberare con loro anche Marino e Celeste... sarebbe veramente bello se le due femminucce avessero deciso di mettere da parte i vecchi ancori!

lunedì 14 gennaio 2008

Martino porcellino

Tutti gli anni in gennaio i miei agapornis iniziano a sentire il richiamo della natura. Vogliono farsi il nido, si accoppiano, fanno uova sul fondo. Martino non conosce la vita di coppia e... temo che in mancanza d'altro abbia deciso che io sono la sua compagna. Appena entro nella stanza dei pappi, lui inizia il rituale di corteggiamento... balletti, tichettii col becco, grattatine sulla testa.

E se lo libero... si spinge oltre...



Fa così solo con me, e una volta con Giada. Con gli altri è indifferente.

Qui è con Gioele e Celeste, ma è decisamente più interessato a me che a loro:

gioele, martino e celeste

Eccolo che difende da una incuriosita Celeste il suo turno per il bagnetto... per spaventarla si arruffa tutto, ma direi che lei non è per nulla impressionata!

martino e celeste si contendono il bagnetto 2

Ma che bella codina...

il bel codino di martino

Ovviamente dopo essersi fatto il bagnetto il birbante ha pensato bene di volarmi in testa tutto bagnato:

martino dopo il bagnetto

Oltre che di me sembra essere innamorato anche dell'altalena che gli ho regalato, stamattina le rigurgitava cibo!

Speriamo che si dia presto una calmata!!!

martedì 8 gennaio 2008

Martino chiaccherone

Ai pappagalli è da sempre associata la capacità di imitare la voce umana. Questa capacità non è necessariamente legata alla taglia del pappagallo, anche se i pappagalli di taglia maggiore sono in grado di emettere suoni più comprensibili. Stupisce spesso che anche la minuscola cocorita abbia grandissime capacità 'parlatorie', ed è proprio di una cocoritina il record di numero di parole imparate. Puck, questo il nome della cocorita, è entrato nel Guinness dei primati come "l'uccello con il più vasto vocabolario". E' stato accertato che, al momento della stampa del libro dei guinness, Puck fosse in grado di pronunciare 1728 parole.

Ho trovato su YouTube questo video, non è Puck, ma mostra quanto le cocorite siano brave nell'imparare brevi frasi:



I cenerini invece hanno un altro primato, la capacità di associare alle parole una semantica, e di riuscire ad organizzare piccole frasi di senso compiuto. Un esempio è il famoso cenerino Alex, recentemente scomparso.



Tra i pappagalli meno inclini all'imitazione della voce umana abbiamo gli agapornis. In questi anni ho sentito davvero pochissime esperienze di agapornis parlanti, e tutte riguardavano i roseicollis.

Per questo le prime volte che Martino mi ha detto ciao ho pensato di essermelo sognato! Ma qualche giorno fa lo ha detto forte e chiaro, per due volte di seguito. Così mi sono convinta che il piccolino sappia dire questa parola. Borbotta anche altre cose, ma non sono comprensibili.

Dice ciao solo in una occasione (e ovviamente non sempre, solo quando gli va!), ovvero quando apro la gabbia e lui vola sulla mia spalla. Lo dice una, massimo due volte, borbotta qualcos'altro, e poi torna ai suoi potentissimi richiami, quelli che ti trapassano i timpani!

martino sulla spalla

Questa sua capacità di imitare un suono umano mi dice che Martino in questi anni è stato molto seguito e ha avuto molta compagnia dai suoi amici umani, e qualcuno deve avergli ripetuto insistentemente questa parola. Mi piacerebbe tanto trovare per lui una situazione analoga, una persona che passa molto tempo in casa, che lo terrebbe tutti i giorni fuori dalla gabbia, che sopporti i suoi richiami. Lui è abituato a stare con le persone, anche se ho potuto osservarlo libero con altri pappagalli e ho notato che non ha paura di loro e non disdegna l'interazione e la socializzazione. Si è mostrato attratto da Giada (è l'unica a cui ha offerto la danza di corteggiamento), forse in passato ha avuto modo di interagire con la sua immagine allo specchio, e adesso si sente attratto dai roseicollis ancestrali come lui. Ma è indubbio che lui sia molto più a suo agio in compagnia delle persone, per questo spero di trovargli una sistemazione più adeguata, io purtroppo posso dedicargli molto meno tempo di quello che lui vorrebbe.

domenica 9 dicembre 2007

Bulletti con le piume

Agapornis e dintorni, la rivista del Club Italiano Allevatori Agapornis ha pubblicato, nell'ultimo numero, un mio brevissimo raccontino, Bulletti con le piume, in cui parlo dei piccoli terroristi di casa mia, Giada e Yashal, e delle loro imprese domestiche.

Nel forum del club ci sono alcuni utenti che sostengono con forza che sia sbagliato addomesticare i pappagalli, perchè l'addomesticamente li snatura, li rende dei giocattolini al nostro servizio. Chi dice ciò secondo me non conosce bene gli agapornis ed in particolare non conosce i roseicollis! Mi risulta impossibile anche solo immaginare un rosei come un giocattolino al nostro servizio.

Gli agapornis sono pappagalli curiosissimi, esplorano l'ambiente, interagiscono moltissimo tra loro. Se qualcosa li spaventa, fuggono in volo... questa è la loro natura. Un pappagallo che teme l'uomo, costretto in gabbia, non può fuggire quando l'umano si avvicina anche solo per riempire la mangiatoia. Questo pappagallino non può fare altro che sbattere terrorizzato contro le sbarre. E' questo un modo per non snaturarli?

Giada e Yashal sono allevati a mano. Lo scorso febbraio, a due anni di età, hanno cresciuto tre pulcini... sono stati due genitori amorevoli e attenti.

Qui Giada da la pappa ad Aurora, inseguendo la piccolina lanciata nell'esplorazione della gabbia:



E qui Yashal sonnecchia con i due maschietti, Mio e Dodò:



Non hanno paura di me, anzi, mi considerano parte del loro stormo, sono incuriositi da me e dalle mie attività. Quando li libero, si lanciano in frenetici voli, esplorano tutto, se possono... distruggono qualcosa.

Eccoli fotografati poco fa, pronti per iniziare le scorribande:



Sono molto diversi... Giada ama esplorare, osservare me, atterrarmi sulla spalla o salire sul dito:



Yashal invece non fa che seguire ovunque la sua dolce metà, è sempre concentratissimo su di lei...



E non perde occasione per corteggiarla, anche mentre giocano con me... ticchettii con il becco, grattatine sulla testa, balletti... da manuale!



Sono sereni, equilibrati, vivono con la massima tranquillità la coabitazione con gli amici umani. Vivono in un ambiente che non è il loro, ma si sono adattati e appaiono tutt'altro che snaturati!

Credo che esista solo un modo per snaturare un agapornis, e sia impedirgli di interagire con i suoi simili. Non importa che sia stato allevato a mano o dai genitori. L'allontanamento dai suoi simili non può che avere conseguenze sull'equilibrio emotivo del pappagallino.

Se invece hanno la possibilità di avere un compagno, come la loro natura impone, gli agapornis anche se domestici, allevati a mano e abituati alla vicinanza degli umani, mantengono la loro indole vivace e un pò arrogante, e difficilmente si trasformano in giocattolini.

giovedì 31 maggio 2007

Quantità o... qualità?



Spesso quando espongo opinioni sul comportamento dei pappagalli (mi riferisco in particolare alla conversazione avuta su pappagalli.ch circa l'articolo di Arianna sull'allevamento a mano, ma non è stata l'unica occasione...) mi sento dire che l'esperienza con pochi soggetti non consente la formulazione di concetti di valenza generale.

In questi ultimi anni ho parlato di pappagalli davvero con moltissime persone, con persone che hanno un solo soggetto e con persone che hanno centinaia di soggetti. E riflettendo posso dire senza alcun dubbio che tra loro la persona che secondo me ha raggiunto un livello notevole di analisi del carattere e del comportamento dell'agapornis è la mia amica Lucia Solenni.

La particolarità di Lucia è che nella sua vita ha avuto (e ha) un solo agapornis, il piccolo Ugo. Il rapporto con Ughetto è praticamente simbiotico. Nonostante non sia stato allevato a mano, è stato seguito con assoluta devozione da Lucia, da suo marito e dalla figlia dal giorno in cui è stato
portato a casa, appena svezzato. Ughetto passa ogni giorno moltissimo tempo con i suoi amici umani, e li segue anche in vacanza sul camper.

Quando parlo con Lucia di Ughetto mi rendo conto che io non conosco nessuno dei miei 12 pappagalli quanto lei conosce il suo. Il tempo che posso dedicare ad osservare e ad interagire con ciascuno di loro non è paragonabile al tempo che Lucia dedica al suo piccolino, e le informazioni che lei riesce a ricavarne sono molto più puntuali e complete.

Certo, la casistica è ridotta all'osso. Ma prescindendo dalle peculiarità soggettive, Ugo ha fornito a Lucia materiale di indiscutibile valenza oggettiva... la morbosità di soggetti isolati dai loro simili (e questo indipendentemente dall'allevamento a mano), il carattere 'autoritario' della specie, la tendenza dei soggetti single ad automutilarsi, l'aggressività verso i propri simili quando costretti alla convivenza esclusiva con gli esseri umani. E molto altro. Ognuno di questi temi è stato ed è quotidianamente affrontato dagli amici umani di Ughetto, che nel tempo hanno raccolto una indiscutibile mole di informazioni utilissime a tutti noi che conviviamo con degli agapornis.

Davvero l'osservazione di centinaia di soggetti, molti magari rimasti solo per il tempo che precede la cessione, con ciò che ne consegue dal punto di vista della qualità della osservazione su ognuno di loro, rende la conoscenza più ricca dell'osservazione sistematica di pochi soggetti nel contesto di anni di convivenza?

lunedì 21 maggio 2007

Parrocchetti, indispensabile l'allevamento a mano?

La bravissima Arianna Missiaja ha scritto un interessantissimo articolo su VeganItalia. Appena l'ho letto, ho sentito il bisogno di contattare l'autrice per farle i complimenti e per iniziare con lei uno scambio di idee sull'argomento. Lei è stata gentilissima, mi ha subito risposto raccontandomi tutto sui suoi pappagalli e sulle relazioni con lei e tra loro. L'impressione che ho avuto di lei è di una persona molto attenta, interessata all'approfondimento, per nulla superficiale. E assolutamente lontana da ogni estremismo.

Oggi ho trovato sul forum di pappagalli.ch una discussione proprio su questo articolo, e devo dire che ne sono rimasta molto delusa. La discussione è stata chiusa, non ho quindi potuto esprimere la mia opinione, ma leggere riferimento all'estremismo dei vegani e altro mi ha veramente lasciata con l'amaro in bocca, specie perchè stiamo parlando di un articolo che non ha nulla a che fare con l'estremismo. E' bastato che fosse pubblicato su un sito vegan per considerarlo tale...

Riporto qui sotto parte della mail che ho scritto ad Arianna, che riassume la mia opinione sull'allevamento a mano di cocorite, agapornis e calopsitte.

Io ho esperienza diretta solo con le specie di pappagalli che ti ho nominato, vale a dire pappagalli di piccola taglia. Io non sono contraria come principio all'allevamento a mano. Credo sia un aiuto sia per l'umano che per il pappagallo affinchè la convivenza sia il più possibile serena. Ma ritengo non sia indispensabile, e soprattutto ritengo che se fatto male sia assolutamente pericolosissimo.

Le cocorite hanno uno svezzamento velocissimo, a 40 giorni sono già completamente indipendenti (anche se rincorrono il babbo per avere ancora qualche imbeccata... sono cuccioli viziati). Per loro l'allevamento a mano non ha assolutamente senso. E' sufficiente interagire da quando hanno circa due settimane di vita, prenderle in mano per qualche minuto e quando sono più grandicelle dedicarsi a loro.

Con gli inseparabili è più complicato, sono più timorosi. Io lascio che siano svezzati dai genitori, ma quando hanno tre settimane di vita inizio a prenderli dal nido una volta al giorno la mattina presto. Gioco con loro e do un pò di pappa... con tutte le dovute precauzioni ovviamente. Se poi chi li adotta (io non li posso tenere) continua con questa pappina mattutina per un pò di mesi, e soprattutto dedica tempo e attenzioni all'amico pappagallo, questo può diventare più domestico di un allevato a mano, come è capitato ad alcuni dei piccoli che ho regalato (sul mio blog c'è la storia di Lilo, uno di loro).

Sono comunque dell'idea che gli agapornis in particolare andrebbero sempre tenuti in coppia. Io ho una coppia di roseicollis allevati a mano (non da me): sono legatissimi tra loro, ma amano moltissimo anche la mia compagnia. Un agapornis solo si lega in modo morboso al padrone e soffre moltissimo gli inevitabili momenti di lontananza.

Gli agapornis non ricevono moltissimo imprinting con l'allevamento a mano. Ho tenuto con me (per un solo mese purtroppo) una roseicollis femmina di 5 mesi. Era stata tolta dal nido a 30 giorni e da allora non aveva più visto un suo simile. Appena arrivata a casa mia ha iniziato a corteggiare un maschietto (apriva le ali ed alzava il codino). Al contrario, agapornis allevati dai genitori fino a svezzamento concluso, ma poi separati dai loro simili entro qualche anno perdono qualunque interesse verso gli altri pennuti e riconoscono solo negli umani i loro simili!

L'idea che mi sono fatta è che alla fine quello che realmente conta per stabilire un buon rapporto con gli inseparabili è la quantità e la qualità del tempo che si può dedicare loro nel lungo termine. L'allevamento a mano è solo un aiuto, che può essere del tutto azzerato se poi non si passa molto tempo con il pennutino.

Diverso il discorso delle calopsitte. Io ho esperienza solo di Dori la mia calo, ma ho chiesto in giro e tutti sono abbastanza concordi. Per loro l'allevamento a mano è devastante dal punto di vista dell'imprinting. Dori è stata tolta dal nido non prestissimo, a 30 giorni. E' stata allevata a mano da un mio amico allevatore che se l'è poi tenuta per due anni, fino allo scorso autunno, quando mi ha detto che non la poteva più tenere e se potevo occuparmene. Lei ha totale disinteresse per gli altri pennuti... anzi, ne è addirittura impaurita. Le interessano solo gli umani, e ha una simpatia particolare per il mio compagno, cerca me solo quando lui non è in casa. Questa situazione mi mette molto a disagio perchè non posso pensare di prenderle un compagno, mi sento male la mattina quando usciamo per andare al lavoro, mi rendo conto che lei non sa più chi è e che soffre quando noi non siamo in casa. Ritengo che le calopsitte andrebbero escluse dall'allevamento a mano. Mi hanno detto che anche allevandole in gruppo il danno comnunque c'è, si tollerano tra di loro, ma sono continuamente protese verso il compagno umano.

E riporto anche parte della risposta di Arianna alla mia mail... nella speranza di non farle torto:

Sai, ho scoperto i pappagallini da poco, soltanto due anni fa quando ho preso nishrì (una cocoritina) e Leo un calopsitte allevato a mano. Allora non ne sapevo nulla, e ho preso quello che mi avevano consigliato al negozio. Leo, il calopsitte, aveva un comportamento molto strano per essere un pappagallino e me ne ero accorta da subito. Aveva 4 mesi e mezzo che l'ho preso, quindi era ancora piccolino. Però invece di riconoscere nishrì come suo simile, riconosceva me. Quando nish è morta (ha avuto un blocco intestinale) si è dimostrato molto triste, forse perché mi sentiva giù o mi vedeva piangere. Ha iniziato a non mangiare e non cantava più. Allora ho preso un'altra cocoritina (Trilly) con la quale dopo un po' si è messo a giocare.

Purtroppo ora Leo non c'è più :-( Piango ancora quando penso a lui, e lo porterò sempre nel cuore. Era abituato a stare libero in casa, (come Trilly e Cippy- che è un passerotto che ho salvato l'anno scorso da cucciolissimo ed ora crede di essere una cocorita), ma ovviamente quando mettevo le gabbiette in giardino le tenevo sempre ben chiuse.

E' successo che un mese e mezzo fa, sentendolo stranamente silenzioso, sono uscita e ho trovato con orrore la gabbia aperta e vuota. Devo ancora capire cosa possa essere successo. So che io e Mirella l'abbiamo cercato dappertutto per giorni, chiamandolo... ma nulla. Credo che abbia fatto una brutta fine purtroppo. Qui è pieno di gatti randagi, e lui non temeva i gatti perché giocava con i nostri. Inoltre era curiosissimo. Guardare la sua gabbietta vuota mi riempiva di tristezza, così sono andata a prendere un altro calopsitte. Ancora una volta mi hanno consigliato uno allevato a mano, ma stavolta ho voluto prenderne uno allevato dai genitori. Come la volta successiva, mi han detto che non si sarebbe mai abituato a me, che aveva quasi 5 mesi e che avrei dovuto tenerlo sempre in gabbia... Ma lui (Tommy l'abbiamo chiamato) mi guardava e pareva che mi chiedesse di portarlo via. Mi hanno detto di non provare a mettergli la mano in gabbia che mi avrebbe beccata... Tu figuri! Già dopo pochi giorni che era con noi, mettendogli un dito nella gabbia, ci passava sopra rapidissimo, avanti e indietro. Ogni giorno gli parlo pazientemente e dolcemente. Oggi per la prima volta si è lasciato accarezzare ed è uscito dalla gabbietta. E' buffa la cosa perché vedi che ha quasi paura di salire sul dito, come se il dito non fosse sicuro e lo facesse cadere. Si vede che non sa bene ancora come fare..però ha imitato Trilly che gli spiegava che sul dito si deve salire (immagino, a vedere la scena almeno...)così ci ha provato anche lui. Ad ogni modo è dolcissimo! A differenza di Leo, che cantava e faceva gli inchini soltanto a me, lui gli inchini li fa a Trilly. Dopo aver preso Leo, in questi due anni, mi ero informata parecchio sulla psicologia e i comportamenti dei pappagalli,e così ho scoperto anche la controversia dell'allevamento a mano. La perdita del piccolo Leo insieme all'esperienza del nuovo arrivato, mi hanno spinta a scrivere l'articolo su veganitalia. Io in effetti volevo farlo solo sui calopsitti, perché come dici tu a loro l'allevamento a mano crea i maggiori problemi psicologici. Ma Stefano mi ha detto che era meglio se generalizzavo...

A parte i miei animali, ho avuto esperienza con reinserimenti di pappagalli traumatizzati (parrocchetti e amazzoni fronte gialla principalmente, uno dei quali ora vive felicemente con mia zia): insomma ho scoperto una vera e propria passione per i pappagallini. Sono creature dolcissime: anche la mia Trilly, la cocoritina, è deliziosa. Non so se più avanti sia il caso di prendere dei compagni per la riproduzione: per me sarebbe un problema perchè non riuscirei mai a dar viai cuccioli e qui non avrei abbastanza spazio per tenerli tutti...Ma avrei sempre paura che andassero a star male.

Cippy, il passero, è allevato a mano. Quando l'ho trovato era poco più grande di una pallina da ping pong e pensavo sarebbe morto. Invece si è salvato e si è subito trovato bene con Trilly che avevo portato a casa da poco ed era piccolina anche lei. Anche lui deve avere qualche problema di identità: crede di essere una cocorita mi sa... Fa tutto quello che fa Trilly, gioca anche con i campanellini, mi vola in testa e dimostra gioia come Trilly. Oggi ho visto che cercava di socializzare con Tommy, che ne è ancora spaventato.

Ma oggi sono felicissima, perché Tommy mi ha dato pienamente la sua fiducia. E' un mese esatto domani che abita qui...e a modo suo mi ha detto che mi vuole bene.

Ringrazio moltissimo Arianna per questa bella mail, per la dolcezza con cui parla dei suoi piccoli... davvero non vedo come si possa parlare di estremismo.

domenica 18 marzo 2007

La quiete dopo la tempesta...

Erano 10 giorni che non osavo far uscire Giada e Yashal dalla gabbia, lei era troppo agitata e... mordace. Oggi li ho fatti uscire, e sono stata molto felice di scoprire che lei si è molto tranquillizzata e che sembra tornata ad essere la piccola dolce pappagallina che conoscevo...



Yashal invece è ancora in piena tempesta ormonale, infatti si è prodigato in buffissime danze amorose, ma lei aveva occhi solo per me :o) E non mi ha dato neanche un morso, mi ha solo delicatamente assaggiato le mani, come era solita fare.



Per il resto sono sempre i soliti... schiamazzi per tutto l'appartamento, voli pazzi, hanno spaventato la povera Dori che come al solito si è andata a nascondere sul fondo della sua gabbia... Camilla invece ha riparato in un cantuccio tranquillo... dove i tremendi pennuti di solito la lasciano in santa pace...


Sono davvero felice che Giadina sia tornata quella di un tempo :o) Adesso speriamo che gli ormoni se ne stiano sotto controllo per un pò... magari fino al prossimo febbraio!

Giovedì ho tolto il nido a Francesco ed Agata. Hanno covato per tre settimane quattro uova sode. Avevano deposto sul fondo, quindi avevo dato il nido, ma avevo deciso di bollire le uova man mano che Agatuccia le deponeva... non me la sono sdentita di affrontare nuovi arrivi e tutto ciò che ne consegue. Adesso anche loro sono tranquilli, appiccicati l'uno all'altra esattamente come il giorno che hanno deciso di diventare una coppia, più di due anni fa. E' da allora che sembrano attaccati con l'attak...

venerdì 9 marzo 2007

Sono perfetti, ma...

Frequento ormai da tre anni il forum di pappagalli.ch ed indubbiamente tra gli utenti il pappagallo pet più diffuso è l'agapornis. Forse perchè è di piccola taglia, considerato per questo, e a torto, di facile gestione, poco impegnativo. Attira molto anche per la sua forma armoniosa, per i suoi colori. Sono state selezionate moltissime mutazioni. E' allegro, vivacissimo, molto giocoso. Esteticamente, a mio giudizio, il più bel pappagallo che madre natura abbia creato. E' assolutamente perfetto!

Molte persone sono entusiaste, tuttavia molte altre ne sono deluse.

Da piccino è semplicemente irresistibile, con quel suo musetto buffo...



Da piccini emettono un cinguettio molto delicato e quando esplorano le dita umane con il loro potentissismo becco, lo fanno con estrema delicatezza.

Crescendo però cambiano moltissimo. Il richiamo diventa molto forte e i morsi iniziano a fare molto male. Non succede sempre e succede in modo inaspettato, senza particolari motivi.

Un tempo pensavo vi fosse una spiegazione razionale a quest'indole così aggressiva di alcuni soggetti. Oggi mi sono convinta che non sia così... un agapornis che da adulto morde non è necessariamente un agapornis che ha avuto traumi in fase di svezzamento, o che ha avuto qualche particolare esperienza negativa. Risponde solo alla sua natura... è un pappagallo molto sfrontato, difficilmente indietregga, e risponde in modo aggressivo quando si sente minacciato o semplicemente indispettito da qualcosa. Più grave, morde anche senza una evidente ragione... e dunque non è facile comprenderlo e prevenirlo.

E' giusto dire che non tutti gli agapornis mordono. Ci sono tante persone entusiaste, che possono tranquillamente tenere i loro amici pennuti sulle spalle senza temere che il loro lobo venga bucherellato da una parte all'altra! E se è di indole tranquilla, l'agapornis è davvero un pet coi fiocchi!

Vorrei tuttavia limitarmi a riferire le mie esperienze dirette... non sono una studiosa del comportamento dei pappagalli, e non ritengo di poter dare giudizi chiari sul perchè un agapornis morda. Però osservo moltissimo i miei pollastri e tento di trarne informazioni.

Pie è stata con noi un solo mese, un bellissimo mese. Allevata a mano, era fantastica, dolce, affettuosa, le piaceva stare sulla mia spalla mentre preparavo la cena, e si addormentava la sera appollaiata sulle mie gambe guardando la tv. Era una splendida femminuccia di cinque mesi.



C'erano però dei momenti in cui diventava molto aggressiva. Succedeva ad esempio quando stava sulla sua palestrina...



Non ci permetteva in nessun modo di avvicinarci e di toccare le sue cose. Nonostante questo rimaneva buona e coccolona.

Fino a quando ha iniziato a nascondersi sotto i teli delle gabbie degli altri pappagalli... sembrava che volesse farsi il nido. Una sera tentavo di togliela da quella posizione per rimetterla nella sua casetta; all'improvviso si è attaccata con tutta la forza del suo becco alla mia mano... ho fatto un gesto involontario e l'ho fatta cadere a terra. E' morta 24 ore dopo a casa del veterinario, le cure non sono servite e lei ci ha lasciati così, senza un perchè, e con tanta, tantissima amarezza nel cuore ed un rimorso che a distanza di quasi tre anni è ancora fortissimo.

Ero convinta che lei avesse un carattere difficile, ma che questo non significasse che tutti gli agapornis sono così. Qualche mese dopo ho preso altri due roseicollis allevati a mano.

Giada e Yashal sono sempre stati di indole più timorosa rispetto a Pie. Avevano due mesi quando sono arrivati, erano due dolcissimi batuffoli pieni di vita...



Fratelli della stessa covata, allevati a mano insieme, eppure... diversissimi! Yashal è uno spirito libero, è coraggioso, girovago, curioso e parecchio mordace! Tende a litigare con qualunque pennuto (o peloso... Camilla ne sa qualcosa!) che non sia la sua Giada...



Giada al contrario è sempre stata tranquilla, molto coccolona (anche se non ha mai voluto i grattini, ma ama stare con me), e per nulla mordace... tanto che non avevo alcun timore a offrirle il mio naso...



In questi giorni però ho le mani piene di buchi, e a farmeli non è Yashal... è Giada! E' in estro, si barrica dentro le mangiatoie, tanto che fatico a mettere la pappa. Vorrebbe farsi il nido ovunque, perfino nel bagnetto... la sera toglierlo è difficilissimo, e ogni volta mi guadagno l'ennesimo buchetto sulle dita o sulle orecchie.

I morsi che Giada mi da in questi giorni sono molto diversi da quelli che da sempre ricevo da Yashal. Sono però come quello che è costato la vita alla mia amata Pie... E' il morso di una femmina roseicollis allevata a mano e in calore. E' un morso difficile da accettare, si attacca con forza, e affonda il becco... non molla la presa. A questo punto viene davvero istintivo scrollare la mano per staccarla. Dopo la terribile esperienza di Pie, ho imparato a rimanere immobile. Ma la reazione che ho avuto io allora, la può avere chiunque. E un bambino come potrebbe reagire?

Spero che presto passi la burrasca... Mi arrabbio con lei, ma non è colpa sua. La colpa è solo mia che la costringo in un ambiente non idoneo, impedendole di riprodursi come vorrebbe. La vorrei sempre dolce e serena, ma la sua natura è diversa, adesso lei vuole solo farsi il nido e allevare i suoi piccoli, e come tutte le mamme, è aggressiva verso chi la disturba nelle sue attività.

Mi rammarico molto quando succedono questi episodi, la convivenza diventa davvero difficile... è per me una vera e propria impresa mettere e togliere lo spiedino di verdura, o qualunque altra cosa che mi costringa ad entrare con il braccio nella gabbia. Vi sono anche momenti sereni, come quando si mettono tranquilli sul mio braccio a dare e ricevere rigurgitini...



Non sono l'unica a subire lo squilibrio ormonale di Giada, Yashal ha una vistosa ferita sul becco...

Presto, mi auguro, Giada tornerà quella di qualche mese fa. Ma so già che ogni anno avremo questo difficile passaggio...

Il mio timore è che chi prende un agapornis non venga corretamente informato. Vede il dolce cucciolotto, si fida delle rassicurazioni di chi glielo vende e se lo porta a casa, ignaro del fatto che potrebbe cambiare moltissimo con il raggiungimento della maturità sessuale, e che potrebbe diventare molto mordace. Spesso accade che il proprietario si stanchi, giustamente, dei continui attacchi alle mano, ai lobi dell'orecchio, al naso... e l'ex batuffolino inizialmente coccolato in ogni modo viene poi dimenticato in una gabbia.

E' importante che chi vende o regala un agapornis si informi bene presso il potenziale futuro padrone quali sono le aspettative nei riguardi del pappagallo, per capire se davvero l'agapornis è adatto alle esigenze di chi lo vuole prendere con sè. Questo per evitare future delusioni e futuri abbandoni.

Io amo moltissimo Giada e Yashal, sono i miei cuccioli adorati, così come ami tutti gli altri agapornis che vivono con me. Ma ammetto senza difficoltà che qualche volta è davvero difficile convivere serenamente con loro. E che non è piacevole avere paura del proprio amico animale.

giovedì 22 febbraio 2007

La pelosa... è meglio!!!

Dori, la mia adoratissima calopsitte, non ama i pennuti!!! Si tiene a debita distanza da tutti i suoi coinquilini alati. L'ho vista con i miei occhi fuggire disperata dagli approcci di una minuscola cocoritina (Yelino, della mia amica Pina).

Non vede particolarmente di buon occhio nemmeno il piccolo pappagallo Thun...



In compenso, non ha alcun timore di Camilla... le ruba la catalogna praticamente dalla bocca, le atterra davanti al muso provocandole un vistoso spettinamento del lungo ciuffo... ma soprattutto... viola la sacra cassettina dell'altrettanto sacro fieno... un vero sgarro per la pelosa...



...la quale si rassegna a sgranocchiare il suo adorato fieno con la ciuffata che incombe minacciosa davanti al suo musetto :o)

Il perchè Dori abbia paura di una cocorita di 30 grammi e non di una pelosa di quasi 3 chili è per me un mistero!!! Sarà che prima conviveva con Agata... un imponente boxer :o) ???

mercoledì 31 gennaio 2007

Imprinting...

Konrad Lorenz e la sua simpaticissima ochetta Martina hanno stimolato la mia curiosità di bambina verso il comportamento animale. Mi affascinava enormemente questa pennutella che fuggiva da mamma oca per rincorrere la sua vera e barbuta mamma umana! Pare essere questa una prerogativa dei nostri amici pennuti...

In 20 anni non mi era ancora capitato di osservare un pappagallo davvero imprintato sull'uomo. La mia amatissima roseicollis Pie era allevata a mano e per cinque mesi non aveva avuto contatti con i suoi conspecifici. Tuttavia non appena ha varcato la soglia del mio appartamento, ha subito socializzato con tutti gli altri pennuti, e cercava insistentemente la loro compagnia, pur avendo un ottimo rapporto con me.

Pie Ivana e Gennaro.

Dicevo... non l'avevo osservato... fino ad ottobre, quando è arrivata Dori, calospitte allevata a mano. Lei, al contrario di Pie, non ha mai mostrato interesse o curiosità verso gli altri pappagalli di casa. Ha immediatamente scelto Denis come compagno, ha per lui un amore incondizionato. Se lui non c'è cerca la mia compagnia, anche se con meno entusiasmo. Vorrei piano piano introdurla nella volierietta delle cocorite, ma tutti i tentativi che ho fatto di farli socializzare non hanno avuto un esito positivo.

Le cocche sono molto interessate a lei, specie Gennaro; lei al contrario si mantiene a distanza di sicurezza! Ieri l'ho inserita dentro, e, come già successo altre volte, si è piazzata in un angolo dando la schiena alle padrone di casa... della serie 'se non vi vedo, forse smettete di esistere!'.

Che vuole questa!

Questo suo bisogno di compagnia umana mia ha spiazzata, e forse il mio infantile fascino per quell'ochetta simpatica è svanito. Non potrò neanche pensare di affiancarle un compagno della sua specie, probabilmente non saprebbe che farsene e vivrebbe molto male la forzata convivenza.

Non so se questo forte imprinting colpisca tutte le calopsitte allevate a mano, o solo quelle allevate a mano singolarmente. Mi piacerebbe avere notizie di allevamento a mano in gruppo delle calopsitte, capire se in questo caso riescono a mantenere un'istintiva attrazione per i pennuti loro consimili.

sabato 27 gennaio 2007

Famolo... strano!

La sequenza si commenta da sè. Inutile dire che non si tratta del mio piede :o(

Dori ha una vera e propria passione per i piedi umani e per il pavimento, dove passa la maggior parte del suo tempo fuori dalla gabbia! Che pennutella stramba!